Il CAV c’è

Il Movimento per la Vita di Crema invita a guardare il video, Pubblicato a questo link https://youtu.be/-qGZ5wXrpFg,  in cui viene presentata l’attività del Centro di Aiuto alla Vita di Crema che non si è interrotta nonostante la pandemia.

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Potete trovare su Youtube al seguente link il video https://youtu.be/XJEaup_NM6o che Crema Pixel per il sociale ha offerto al Movimento per la Vita in favore del Centro di Aiuto alla Vita di Crema. Lo spazio pubblicitario è stato diffuso gratuitamente per tutto il mese di febbraio 2021.

Aiuta una mamma ad accogliere il suo bambino

Da alcuni anni, in occasione della Giornata per la Vita, il Centro di Aiuto alla Vita diocesano, propone, a persone o gruppi, iniziative a sostegno della propria attività a favore della vita nascente. 

Nel 2020 il Centro è  intervenuto in 97 situazioni di difficoltà offrendo: l’aiuto della comprensione, del dialogo e del sostegno; la consulenza medica, psicologica, legale e morale; aiuti materiali: omogeneizzati, latte, pappe, pannolini, abbigliamento.

Per informazioni  rivolgersi

al Centro di Aiuto alla Vita tel. 0373 256994

“Libertà e vita”: il messaggio per la Giornata per la Vita 2021

Pubblichiamo il Messaggio che il Consiglio Episcopale Permanente della CEI ha preparato per la 43a Giornata Nazionale per la Vita che si celebrerà il 7 febbraio 2021 sul tema “Libertà e vita”.

La pandemia ci ha fatto sperimentare in maniera inattesa e drammatica la limitazione delle libertà personali e comunitarie, portandoci a riflettere sul senso profondo della libertà in rapporto alla vita di tutti: bambini e anziani, giovani e adulti, nascituri e persone in fin di vita. Nelle settimane di forzato lockdown quante privazioni abbiamo sofferto, specie in termini di rapporti sociali! Nel contempo, quanta reciprocità abbiamo respirato, a riprova che la tutela della salute richiede l’impegno e la partecipazione di ciascuno; quanta cultura della prossimità, quanta vita donata per far fronte comune all’emergenza!

Qual è il senso della libertà? Qual è il suo significato sociale, politico e religioso? Si è liberi in partenza o lo si diventa con scelte che costruiscono legami liberi e responsabili tra persone? Con la libertà che Dio ci ha donato, quale società vogliamo costruire?

Sono domande che in certe stagioni della vita interpellano ognuno di noi, mentre torna alla mente il messaggio chiaro del Vangelo: “Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Gv 8,31-32). I discepoli di Gesù sanno che la libertà si può perdere, fino a trasformarsi in catene: “Cristo ci ha liberati – afferma san Paolo – perché restassimo liberi; state saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù” (Gal 5,1).

Una libertà a servizio della vita

La Giornata per la Vita 2021 vuol essere un’occasione preziosa per sensibilizzare tutti al valore dell’autentica libertà, nella prospettiva di un suo esercizio a servizio della vita: la libertà non è il fine, ma lo “strumento” per raggiungere il bene proprio e degli altri, un bene strettamente interconnesso.

A ben pensarci, la vera questione umana non è la libertà, ma l’uso di essa. La libertà può distruggere se stessa: si può perdere! Una cultura pervasa di diritti individuali assolutizzati rende ciechi e deforma la percezione della realtà, genera egoismi e derive abortive ed eutanasiche, interventi indiscriminati sul corpo umano, sui rapporti sociali e sull’ambiente. Del resto, la libertà del singolo che si ripiega su di sé diventa chiusura e violenza nei confronti dell’altro. Un uso individualistico della libertà porta, infatti, a strumentalizzare e a rompere le relazioni, distrugge la “casa comune”, rende insostenibile la vita, costruisce case in cui non c’è spazio per la vita nascente, moltiplica solitudini in dimore abitate sempre più da animali ma non da persone. Papa Francesco ci ricorda che l’amore è la vera libertà perché distacca dal possesso, ricostruisce le relazioni, sa accogliere e valorizzare il prossimo, trasforma in dono gioioso ogni fatica e rende capaci di comunione (cfr. Udienza 12 settembre 2018).

Responsabilità e felicità

Il binomio “libertà e vita” è inscindibile. Costituisce un’alleanza feconda e lieta, che Dio ha impresso nell’animo umano per consentirgli di essere davvero felice. Senza il dono della libertà l’umanità non sarebbe se stessa, né potrebbe dirsi autenticamente legata a Colui che l’ha creata; senza il dono della vita non avremmo la possibilità di lasciare una traccia di bellezza in questo mondo, di cambiare l’esistente, di migliorare la situazione in cui si nasce e cresce. L’asse che unisce la libertà e la vita è la responsabilità. Essa è la misura, anzi il laboratorio che fonde insieme le virtù della giustizia e della prudenza, della fortezza e della temperanza. La responsabilità è disponibilità all’altro e alla speranza, è apertura all’Altro e alla felicità. Responsabilità significa andare oltre la propria libertà per accogliere nel proprio orizzonte la vita di altre persone. Senza responsabilità, libertà e vita sono destinate a entrare in conflitto tra loro; rimangono, comunque, incapaci di esprimersi pienamente.

Dire “sì” alla vita è il compimento di una libertà che può cambiare la storia. Ogni uomo merita di nascere e di esistere. Ogni essere umano possiede, fin dal concepimento, un potenziale di bene e di bello che aspetta di essere espresso e trasformato in atto concreto; un potenziale unico e irripetibile, non cedibile. Solo considerando la “persona” come “fine ultimo” sarà possibile rigenerare l’orizzonte sociale ed economico, politico e culturale, antropologico, educativo e mediale. L’esercizio pieno della libertà richiede la Verità: se desideriamo servire la vita con vera libertà occorre che i cristiani e tutti gli uomini di buona volontà s’impegnino a conoscere e far conoscere la Verità che sola ci rende liberi veramente. Così potremo accogliere con gioia “ogni vita umana, unica e irripetibile, che vale per se stessa, costituisce un valore inestimabile (Papa Francesco, 25 marzo 2020, a 25 anni dall’Evangelium vitae). Gli uomini e le donne veramente liberi fanno proprio l’invito del Magistero: “Rispetta, difendi, ama e servi la vita, ogni vita, ogni vita umana! Solo su questa strada troverai giustizia, sviluppo, libertà, pace e felicità!”.

Roma, 23 settembre 2020

Il Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale Italiana

La 42° Giornata Vita nelle nostre Parrocchie

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Le primule all’ingresso della Cattedrale

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La messa per la Vita in Cattedrale

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Le primule a Ripalta Nuova

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Le torte a Ripalta Nuova

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Le primule a Capergnanica

Caperganica sassi

Capergnanica: i sassi dipinti dai bambini del catechismo

Santo Stefano

Le primule a Santa Maria della Croce

Santo Stefano e Santa Maria della Croce

Le primule a S.Stefano

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Le primule a Madignano

Giornata per la vita 2020: il messaggio della Cei

Pubblichiamo il Messaggio del Consiglio permanente della Cei per la 42ª Giornata nazionale per la vita 2020 (sarà celebrata come tradizione domenica 2 febbraio) dal titolo

Aprite le porte alla vita”.

 

Nel documento in vista della celebrazione del prossimo 2 febbraio il rifiuto di «ogni forma di aborto, abbandono, maltrattamento e abuso» e l’invito a promuovere «l’uguale dignità di ogni persona»

Desiderio di vita sensata

1. «Che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?» ( Mt 19,16). La domanda che il giovane rivolge a Gesù ce la poniamo tutti, anche se non sempre la lasciamo affiorare con chiarezza: rimane sommersa dalle preoccupazioni quotidiane. Nell’anelito di quell’uomo traspare il desiderio di trovare un senso convincente all’esistenza. Gesù ascolta la domanda, l’accoglie e risponde: «Se vuoi entrare nella vita osserva i comandamenti » (v. 17). La risposta introduce un cambiamento – da avere a entrare che comporta un capovolgimento radicale dello sguardo: la vita non è un oggetto da possedere o un manufatto da produrre, è piuttosto una promessa di bene, a cui possiamo partecipare, decidendo di aprirle le porte. Così la vita nel tempo è segno della vita eterna, che dice la destinazione verso cui siamo incamminati.

Dalla riconoscenza alla cura

2. È solo vivendo in prima persona questa esperienza che la logica della nostra esistenza può cambiare e spalancare le porte a ogni vita che nasce. Per questo papa Francesco ci dice: «L’appartenenza originaria alla carne precede e rende possibile ogni ulteriore consapevolezza e riflessione». All’inizio c’è lo stupore. Tutto nasce dalla meraviglia e poi pian piano ci si rende conto che non siamo l’origine di noi stessi. «Possiamo solo diventare consapevoli di essere in vita una volta che già l’abbiamo ricevuta, prima di ogni nostra intenzione e decisione. Vivere significa necessariamente essere figli, accolti e curati, anche se talvolta in modo inadeguato». È vero. Non tutti fanno l’esperienza di essere accolti da coloro che li hanno generati: numerose sono le forme di aborto, di abbandono, di maltrattamento e di abuso. Davanti a queste azioni disumane ogni persona prova un senso di ribellione o di vergogna. Dietro a questi sentimenti si nasconde l’attesa delusa e tradita, ma può fiorire anche la speranza radicale di far fruttare i talenti ricevuti (cfr. Mt 25, 16-30). Solo così si può diventare responsabili verso gli altri e «gettare un ponte tra quella cura che si è ricevuta fin dall’inizio della vita, e che ha consentito ad essa di dispiegarsi in tutto l’arco del suo svolgersi, e la cura da prestare responsabilmente agli altri». Se diventiamo consapevoli e riconoscenti della porta che ci è stata aperta, e di cui la nostra carne, con le sue relazioni e incontri, è testimonianza, potremo aprire la porta agli altri viventi. Nasce da qui l’impegno di custodire e proteggere la vita umana dall’inizio fino al suo naturale termine e di combattere ogni forma di violazione della dignità, anche quando è in gioco la tecnologia o l’economia. La cura del corpo, in questo modo, non cade nell’idolatria o nel ripiegamento su noi stessi, ma diventa la porta che ci apre a uno sguardo rinnovato sul mondo intero: i rapporti con gli altri e il creato.

Ospitare l’imprevedibile

3. Sarà lasciandoci coinvolgere e partecipando con gratitudine a questa esperienza che potremo andare oltre quella chiusura che si manifesta nella nostra società ad ogni livello. Incrementando la fiducia, la solidarietà e l’ospitalità reciproca potremo spalancare le porte ad ogni novità e resistere alla tentazione di arrendersi alle varie forme di eutanasia. L’ospitalità della vita è una legge fondamentale: siamo stati ospitati per imparare ad ospitare. Ogni situazione che incontriamo ci confronta con una differenza che va riconosciuta e valorizzata, non eliminata, anche se può scompaginare i nostri equilibri. È questa l’unica via attraverso cui, dal seme che muore, possono nascere e maturare i frutti (cf Gv 12,24). È l’unica via perché la uguale dignità di ogni persona possa essere rispettata e promossa, anche là dove si manifesta più vulnerabile e fragile. Qui infatti emerge con chiarezza che non è possibile vivere se non riconoscendoci affidati gli uni agli altri. Il frutto del Vangelo è la fraternità.

DA SAPERE: Una risposta alla “194”

La proposta di istituire una Giornata annuale da dedicare alla difesa della vita sorse all’interno dell’allora commissione famiglia della Cei, pochi giorni prima dell’approvazione della legge 194. Era la primavera del 1978 (l’approvazione fu il 22 maggio). L’allora segretario generale Luigi Maverna spiegò che Chiesa «non si rassegnava e non si sarebbe rassegnata mai». La proposta fu accolta da tutti i vescovi e fu istituita la Giornata

Sottoscrizione a premi 2019: i biglietti vincenti

Di seguito l’elenco dei numeri vincenti della sottoscrizione a premi a favore del Centro di Aiuto alla Vita di crema:

A518; A750; 0483; 0703; 0903; A430; 0415; A042; 0388; 0912; 0177; 0323; A922; A543; 0414; 0549; 0545; A837; 0052; 0127; 0725; A919; A009; 0528; A519; 0572; 0348; 0573; A965; A743″.

 

 

Auguri di Buon Natale

 

nella gioia della nascita,

Dio è accanto alle madri

 

I volontari del Centro di Aiuto alla Vita di Crema augurano Buon Natale e un nuovo anno di speranza

 

Festa della mamma alla Farmacia Granata

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Quest’anno, presso la Farmacia Granata può essere la festa anche delle mamme in difficoltà

 

Nei giorni 10 e 11 maggio, quelli che precedono la festa della mamma, la Farmacia Granata di via Matteotti 17, ha deciso di devolvere al Centro di Aiuto alla Vita di Crema il 30% del ricavato dalla vendita di prodotti di cosmesi per adulti e bambini. 
E’ un’occasione per far contenta la mamma e nel contempo le mamme e i bambini di cui il Centro di aiuto alla Vita si fa carico.

 

Il CAV ringrazia tutti coloro che aderiranno all’iniziativa

 

 

 

La 41°Giornata Vita nelle nostre Parrocchie

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Caperganica

Ripalta Cremasca

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Madignano

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Duomo

 

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